Prima dell'intervento
Nelle pazienti candidate a impianto mammario, il test può integrare il counselling pre-operatorio con un'informazione aggiuntiva sulla suscettibilità biologica individuale.
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Test genetico per la valutazione della suscettibilità individuale alla risposta fibro-infiammatoria e alla contrattura capsulare dopo impianto mammario
Gli impianti mammari in silicone (Silicone Breast Implants, SBI) sono dispositivi medici ampiamente utilizzati nella chirurgia estetica, per l'aumento e il rimodellamento del volume mammario, e nella chirurgia ricostruttiva, in particolare nei percorsi post-oncologici, post-traumatici e nelle malformazioni congenite.
L'evoluzione dei materiali, del design protesico e delle tecniche chirurgiche ne ha progressivamente migliorato biocompatibilità, stabilità e durata. Rimane tuttavia un elemento intrinsecamente individuale: la risposta biologica dell'organismo all'impianto. A parità di dispositivo e di procedura, l'evoluzione clinica può differire significativamente da paziente a paziente.
Tra le complicanze locali a medio-lungo termine, la contrattura capsulare è una delle più rilevanti per impatto clinico ed estetico e rappresenta la principale causa di revisione chirurgica a distanza dall'intervento.
Dopo il posizionamento di un impianto mammario, l'organismo forma fisiologicamente una sottile capsula di tessuto connettivo attorno alla protesi. Questa risposta da corpo estraneo è un processo normale e, nella maggior parte dei casi, non determina conseguenze cliniche.
In alcune pazienti, tuttavia, la cicatrizzazione e il rimodellamento tissutale possono assumere un andamento eccessivamente fibroproliferativo: la capsula periprotesica si ispessisce, si retrae e perde progressivamente elasticità, con conseguenze cliniche ed estetiche di entità variabile.
La gravità clinica è comunemente descritta secondo la scala di Baker, che distingue quattro gradi: dal grado I, con mammella morbida e di aspetto naturale, al grado IV, caratterizzato da marcata durezza, dolore e deformità evidente.
La contrattura capsulare è una condizione multifattoriale, nella quale diversi determinanti possono concorrere e interagire:
A questi fattori si aggiunge la suscettibilità biologica individuale. La variabilità osservata tra pazienti sottoposte a procedure comparabili ha orientato la ricerca verso marcatori genetici in grado di modulare l'intensità della risposta infiammatoria e fibrotica all'impianto.
A parità di condizioni cliniche e chirurgiche, la predisposizione individuale può contribuire a spiegare una diversa evoluzione della risposta periprotesica.
Tra i pathway biologici implicati nella contrattura capsulare, un ruolo centrale è attribuito al Transforming Growth Factor Beta 1 (TGF-β1), citochina chiave nella regolazione della risposta fibro-infiammatoria:
Varianti funzionali del gene TGFB1 possono influenzare la produzione o l'attività biologica di TGF-β1 e contribuire, insieme ad altri fattori, alla variabilità individuale della risposta fibroproliferativa. Su questo razionale si fonda BREASTIMPLANT Contracture.
BREASTIMPLANT Contracture è un test genetico di suscettibilità che analizza specifiche varianti del gene TGFB1 coinvolte nella modulazione della risposta fibro-infiammatoria e associate alla predisposizione individuale alla contrattura capsulare.
È indicato sia nelle pazienti candidate a un primo impianto mammario, sia in quelle già portatrici di protesi o con precedenti complicanze periprotesiche.
L'obiettivo è fornire al medico un'informazione genetica aggiuntiva da integrare con anamnesi, quadro clinico, caratteristiche dell'intervento e follow-up, a supporto di una valutazione più personalizzata del rischio.
Ogni paziente può rispondere in modo diverso alla presenza di un impianto mammario.
BREASTIMPLANT Contracture integra l'informazione genetica nella valutazione clinica della suscettibilità alla contrattura capsulare, offrendo al professionista sanitario uno strumento complementare per il counselling e la pianificazione di un percorso più personalizzato.
BREASTIMPLANT Contracture può essere considerato in differenti fasi del percorso clinico della paziente.
Nelle pazienti candidate a impianto mammario, il test può integrare il counselling pre-operatorio con un'informazione aggiuntiva sulla suscettibilità biologica individuale.
Può essere particolarmente utile in presenza di anamnesi di:
Nelle pazienti già portatrici di impianto, il profilo genetico può contribuire, insieme ai fattori clinici, alla definizione di un programma di sorveglianza e follow-up più aderente al profilo individuale.
Il test può supportare il processo di shared decision making, favorendo una discussione del rischio basata sull'integrazione di informazioni cliniche e biologiche.
BREASTIMPLANT Contracture non predice con certezza l'insorgenza della contrattura capsulare. Il suo valore consiste nell'identificare una componente di predisposizione genetica da integrare con gli altri determinanti del rischio già noti al clinico.
L'informazione ottenuta può supportare:
Il counselling pre-operatorio
Una comunicazione medico-paziente più consapevole
La definizione del profilo complessivo di rischio individuale
La personalizzazione del programma di follow-up
Una maggiore sorveglianza clinica nelle pazienti geneticamente predisposteUn'informazione genetica prima dell'intervento per una valutazione più completa del rischio individuale
Estrazione del DNA genomico dal campione biologico
Amplificazione del gene TGFB1 mediante PCR
Genotipizzazione mediante tecnologie molecolari avanzate di Next Generation Sequencing (NGS)
Analisi bioinformatica mediante pipeline dedicate e algoritmi interpretativi proprietari
Report personalizzato orientato alla valutazione della predisposizione genetica investigata
È stato identificato il profilo genetico associato a un rischio aumentato di contrattura capsulare.
Il risultato indica una maggiore suscettibilità individuale, non la certezza che la complicanza si manifesti. L'informazione può integrare la valutazione pre-operatoria, il counselling e la pianificazione del follow-up.

Non è stato identificato il profilo genetico associato a rischio aumentato di contrattura capsulare.
Il risultato indica l'assenza dei marcatori di rischio analizzato, ma non esclude la possibile insorgenza della complicanza, che dipende anche da fattori clinici, biologici, chirurgici e ambientali non valutati dal test.
BREASTIMPLANT Contracture è un test di predisposizione genetica e non ha finalità diagnostica. Non consente di prevedere con certezza l'insorgenza o l'assenza futura di contrattura capsulare. Il risultato deve essere interpretato dal medico o dallo specialista nel contesto della valutazione clinica complessiva della paziente.
Identifica il profilo genetico associato a maggiore suscettibilità alla contrattura capsulare.
Identifica il profilo genetico associato a maggiore suscettibilità alla contrattura capsulare.
Integra la discussione del rischio con un'informazione genetica individuale.
Può contribuire alla pianificazione di una sorveglianza clinica post-operatoria più personalizzata.
Eseguibile mediante tampone buccale, senza necessità di prelievo ematico.
Genotipizzazione mediante Next Generation Sequencing e analisi bioinformatica dedicata.
Richiesta del kit
Compilazione della documentazione contenuta nel kit
Raccolta del campione
Spedizione del campione
Ricezione del referto
~10 giorni lavorativiGenomica è un laboratorio e centro diagnostico d’eccellenza nel settore della genetica e della biologia molecolare, attivo sia nell’applicazione clinica che nella ricerca. Si avvale di professionisti con esperienza più che ventennale e di tecnologie avanzate, con l’obiettivo di offrire prestazioni diagnostiche sempre più accurate e accessibili.
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BreastImplant Contracture M rev.00
Test genetico per la valutazione della suscettibilità individuale alla risposta fibro-infiammatoria e alla contrattura capsulare dopo impianto mammario